Le terre del duca, i Massari di Ferrara C'è un meraviglioso parco nel cuore di Ferrara dove i tigli fanno ombra d'estate e le foglie cadono dorate d'autunno; dietro i suoi cancelli si nasconde però una storia di grandezza e di lenta dissoluzione. Palazzo Massari, in Corso Porta Mare, è stato il parco di una famiglia che, per quasi un secolo, fu tra le più potenti e ricche della città estense. I Massari erano grandi proprietari terrieri, le loro radici affondavano nel suolo argilloso della pianura ferrarese, in particolare nelle campagne intorno a Voghenza e Voghiera, dove possedevano vaste estensioni agricole che restavano tra le più produttive del territorio. Non si trattava di nobiltà d'antico blasone: i Massari erano una dinastia che aveva costruito la propria fortuna sulla terra, sulla pazienza e sul capitale, poi, col tempo, si era avvicinata ai titoli e ai palazzi. Il palazzo di Corso Porta Mare costruito dalla nobile famiglia Bevilacqua fu acquistato nel 1860 dai Massari e con esso si presero anche il compito di restituirgli dignità: le guerre napoleoniche e il lento declino economico dei Bevilacqua lo avevano lasciato in uno stato di incuria e di progressiva spoliazione. Al centro di questa storia c'è Galeazzo Massari, nato a Ferrara il 24 febbraio 1841 e destinato a diventare la figura più rappresentativa della casata. Fu lui a ricevere, con regio decreto di Umberto I del 9 febbraio 1882, il titolo di Duca di Fabriago: il riconoscimento ufficiale di una grandezza già nota a tutti. Ma il cuore della vita della famiglia batteva altrove: a Voghenza, nella villa che i Massari avevano acquistato nel 1799. Questa residenza nasce come complesso vescovile, voluto dal cardinale Tommaso Ruffo di Bagnara, legato pontificio di Ferrara, progettato dall'architetto romano Tommaso Mattei e completato nel 1722. Non era quindi una semplice dimora stagionale di villeggiatura, ma il centro direzionale di un vasto complesso agricolo coerente con il ruolo dei Massari come grandi possidenti e imprenditori agrari se non il cuore amministrativo delle proprietà circostanti: affitti; mezzadrie; gestione delle bonifiche; luogo di rappresentanza e ospitalità. I Massari investirono in miglioramenti fondiari, razionalizzazione delle colture e delle infrastrutture rurali (canali, strade poderali, edifici di servizio). Galeazzo sposò Maria Waldmann, mezzosoprano celebre in tutta Europa, prediletta da Giuseppe Verdi per il ruolo dell'Amneris nell'Aida; fu ancora lui, nel 1870, ad acquistare a Duecentola la Villa seicentesca dei Conti Nigrellini di Modena dandole il nome Villa Contessa Massari. Galeazzo morì a Ferrara il 22 ottobre 1902. Nel 1936 il palazzo di Corso Porta Mare, con il suo parco, passò in proprietà al Comune di Ferrara, che ne fece un bene pubblico: oggi ospita il Museo Boldini, il Museo dell'Ottocento e il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea, mentre il parco è aperto a tutti. La Villa di Voghenza e il suo parco sono proprietà privata della famiglia Mazzoni dal 1986: la famiglia ha commissionato il restauro conservativo dell’intero complesso e ne cura la gestione. La Villa Contessa Massari a Ducentola (frazione di Voghiera), è di proprietà della famiglia Caputo Nassetti, che l’ha acquistata nel 2007, dopo un attento restauro è oggi utilizzata come location per eventi privati e ricorrenze. Concludo con una curiosità A Santa Maria in Fabriago, nel comune di Lugo, esiste un antico sito fortificato medievale (sec. XI-XII) le cui origini ricadono nell’ambito dei domini vescovili di Faenza e Ravenna, caduto nel corso dei secoli in decadenza. Nel marzo del 1883 Galeazzo Massari trasporta in questa residenza, la cui ristrutturazione è quasi ultimata, due leoni in marmo rosso, i telamoni e realative colonne annodate: tutto materiale proveniente dal protiro della cattedrale di Ferrara. Nel 1925 Carlo Sinigallia, avvocato e commerciante ferrarese, decide di acquistare i leoni donandoli alla città.